Si sa, i sondaggi mirano a sondare ormai qualsiasi sfaccettatura della nostra vita e rendere i nostri comportamenti nient’altro che dati (freddi e impersonali, statistici appunto).
Ebbene, stando ad una ricerca-studio condotta da sociologi e psicologi che si occupano della prima adolescenza, ci sarebbe una grande sostanziale differenza emergente per quanto riguarda il lato sportivo dei ragazzini!
Infatti se un tempo calcio e basket erano iscrizioni quasi obbligatorie per un ragazzino, ora le cose stanno in maniera ben diversa.
E pare che tra tutti, spicchi uno sport che i giovani italiani hanno cominciato ad apprezzare appieno da circa cinque anni a questa parte e che oggi sta letteralmente spopolando, su pista prima di tutto e dietro immaginario collettivo, secondo!
Come intuibile, si tratta dello Snowboard.
Ma cosa spinge tantissimi ragazzi a scegliere di praticare uno sport così affascinante e generalmente considerato “figo” (essi, essere retrogradi serve a poco o nulla ndr) ma anche (ancora)poco comune e sicuramente curioso?
Innanzitutto, lo Snow è senza dubbio una disciplina ricchissima di stimoli e offre diversi vantaggi, come il fattore ‘aria aperta’ e divertimento pressoché assicurato.
Inoltre non bisogna sottovalutare il fattore integramento sociale: infatti, i gruppi di allenamento che solitamente vengono formati nella disciplina dello Snow, sono omogenei non solo per età (come in tutti gli sport) ma anche per livello e competitività (cosa molto meno comune).
I maestri, oltre a curare la parte tecnica, favoriscono il germogliare nei ragazzi di spirito di competizione, amicizia e lealtà, anche attraverso l’organizzazione di piccole gare durante gli allenamenti.
Ma non solo: anche escursioni nelle baite e nei rifugi di montagna, mangiate di gruppo, cene in compagnia, punti di ritrovo e clima sicuramente ludico ed adatto ad uno sviluppo positivo dell’armonia interiore.
L’unica pecca, riguarda (come sempre) il costo.
Spesso un po’ eccessivo, nonostante l’attrezzatura si possa noleggiare.
Apparte questo, anche le mamme più ansiose sembrano non trovare particolari controindicazioni a questo sport, pur richiedendo, come è giusto che sia, un certo livello di attenzione da parte del ragazzo ma soprattutto del maestro.
Articolo scritto da Simone Trebbi

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